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Michela una vita da sottomessa Atto 21


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
17.07.2025    |    5.873    |    4 9.0
"Il mio corpo è un tempio devastato, gli anelli che tintinnano, la catenella che tira i capezzoli, un dolore che si mescola al piacere: “A-ahhh!” Raggiungono l’orgasmo, uno dopo l’altro, ..."
La notte mi avvolge come un manto, l’odore di salsedine che si insinua dalle finestre spalancate, un respiro salmastro che si mescola al profumo di sandalo di Daniela, una nuvola che mi soffoca dolcemente. Il letto profuma di lavanda, ma il muschio acre del mio corpo, ancora intriso di desiderio, domina l’aria. Il ronzio del mio plug blu vibra debolmente, un battito che pulsa nel mio culo, un fuoco che non si spegne. Lei è accanto a me, lo strap-on ancora dentro di me, un mostro di lattice nero che mi riempie, l’odore di lattice e muschio che si mescola al suo sandalo. I suoi colpi, prima feroci, ora sono un ricordo, ma il mio buco è una voragine, un abisso che pulsa di piacere e dolore. Mi addormento tra le sue braccia, il suono delle onde che si infrange contro la riva, un ritmo che mi culla, il sapore salato del suo muschio ancora sulla mia lingua, un ultimo gemito che mi sfugge: “Padrona…”Il sole di tarda mattina irrompe, caldo e invadente, l’odore di frangipane che si mescola alla salsedine, un risveglio che mi scuote. Daniela si alza, il fruscio delle lenzuola che scivolano, e mi ordina: “Doccia, troia, siamo in ritardo.” L’acqua tiepida mi accarezza, l’odore di sapone al cocco che lava via il sudore, ma non il desiderio. Rimetto il plug blu, il ronzio che riprende, un battito che mi fa gemere: “Mmmh!” Gli anelli alle grandi labbra tintinnano, le labbra allungate in modo osceno, il tatuaggio che brilla. Prendiamo i teli da bagno offerti dal villaggio, il tessuto ruvido che sfrega contro i miei capezzoli, un pizzicore che mi fa rabbrividire. Scalze, ci dirigiamo verso la sala da pranzo, l’odore di caffè amaro e brioche calde che ci accoglie, un contrasto con il muschio che emano.Jennifer e Francy sono già al tavolo, i loro teli da mare che scivolano, il serpente tatuato di Jennifer che si avvolge dal suo culo al seno, la lingua biforcuta che sembra lambire il capezzolo, un’immagine che mi accende. Ci sediamo, sollevando i teli, i nostri culi nudi sulla pelle calda delle sedie, un brivido che mi strappa un gemito: “A-ahhh!” Daniela rimprovera le francesine: “Alzate i teli, i vostri culi devono toccare la sedia.” Jennifer si scusa, sollevano i teli, e si risiedono, un gemito che sfugge a entrambe: “Mmmh!” Jennifer, con occhi lucidi, dice: “Il culo caldo mi dà un piacere mai provato.” Daniela sorride: “Imparerete.” La colazione è veloce, il sapore amaro del caffè che mi brucia la lingua, le brioche che si sbriciolano, un gusto dolce che si mescola al muschio che porto dentro.
Omar ci aspetta al molo, l’odore di salsedine e sudore che lo accompagna, il suono delle onde che si infrange contro la barca. Ci aiuta a salire, i nostri teli che cadono, un fruscio che attira gli sguardi dei tre pescatori, i loro occhi che ci squadrano, un desiderio che brucia nell’aria. Daniela sceglie la prua, l’odore di legno verniciato che si mescola alla salsedine, il sole che brucia sulla mia pelle. Omar estrae due plug in acciaio dalla tasca, uno verde e uno blu, 4,4 cm di diametro, l’odore di metallo che mi pizzica le narici. Daniela chiede alle francesine: “Che colore preferite?” Jennifer, titubante: “Dobbiamo portarli sempre nel culo?” Daniela la zittisce: “Vi abituerete, vi piacerà.” Jennifer sceglie il verde, Francy il blu. Daniela ordina a Omar: “Infilaglieli.” Omar, con un sorriso, fa leccare il plug verde a Jennifer, il suono umido della sua lingua che echeggia, poi sputa sul suo buco, l’odore di saliva che si mescola al muschio. Il plug entra lentamente, un gemito che le sfugge: “A-ahhh!” Ripete il rituale con Francy, il plug blu che brilla, un altro gemito: “Siiii!” Daniela sorride: “Ora siete perfette. Un regalo per i vostri buchi.”Ci sdraiamo al sole, l’odore di crema solare che si mescola alla salsedine, i nostri culi che luccicano, il mio plug da 10 cm che vibra, gli anelli da 4 cm che tintinnano, il tatuaggio che brilla, la scritta SLAVE in mostra. Il serpente di Jennifer sembra vivo, la lingua biforcuta che scintilla. Una melodia di flauto ranat risuona dalla barca, un ritmo dolce che si mescola al suono del vento, un invito al piacere. Navighiamo, il vento che accarezza la mia fica, l’odore di muschio che si diffonde, un’eccitazione che cresce. Omar si avvicina: “Siete stupende, desiderabili.” Ci fermiamo in una cala, l’acqua cristallina che riflette i colori, l’odore di alghe e pesce che ci avvolge. Ci tuffiamo, il freddo che mi fa rabbrividire, gli anelli che tintinnano, il plug che vibra, un piacere che mi strappa un gemito: “A-ahhh!” Il fondale è un’esplosione di colori, pesci che danzano, un mondo che mi ipnotizza.
Torniamo sulla barca, l’odore di pesce grigliato che ci accoglie, il suono della griglia che sfrigola. Ci sediamo a gambe larghe, i plug che affondano, un gemito che mi sfugge: “Mmmh!” I pescatori ci servono piatti di plastica, un pesce a testa e birra, l’odore di luppolo che si mescola al muschio. Mangio avidamente, il sapore salato del pesce che mi esplode in bocca, la birra fredda che mi rinfresca. Chiedo il bis, l’odore di griglia che mi avvolge, i pescatori che ci guardano, i loro occhi libidinosi che ci trafiggono. Dopo il pranzo, ci offrono rhum locale, il sapore dolce e bruciante che mi scalda la gola, un fuoco che si mescola al desiderio. Ci addormentiamo al sole, l’odore di crema solare e sudore che ci culla, il suono delle onde che si infrange, il flauto ranat che suona una melodia lenta, un sogno di lussuria.Una mano mi scuote, l’odore di sudore e salsedine che mi travolge. Apro gli occhi, Omar è nudo, il suo cazzo mezzo molle che pende, un desiderio che vibra. “Non potreste farci divertire un po’? I pescatori sono agitati,” dice. Li vedo, nudi, i loro cazzi in tiro, mani che si muovono lente, l’odore muschiato che riempie l’aria. Daniela mi ordina: “Michela, vai e spompali tutti e quattro.” Obbedisco, sfilo il plug, l’odore di muschio che si diffonde, e lo porgo a Daniela. Mi dirigo verso i pescatori, accompagnata da Omar, l’odore di sudore che mi soffoca. È un assalto, mani che mi palpano, dita che tirano gli anelli, un dolore che mi strappa un urlo: “A-ahhh!” Omar si sdraia sul legno, il suo cazzo duro, e mi ordina: “Impàlati con la fica.” Obbedisco, il suo cazzo che mi riempie, un gemito che mi sfugge: “Siiii!” Un pescatore mi penetra il culo, il suo cazzo che scivola nella voragine, ma scuote la testa: “È una voragine, mi serve aiuto.” Un altro si unisce, due cazzi nel mio culo, un ritmo alternato, uno esce mentre l’altro entra, il suono di carne che sbatte, un clap che echeggia. Il terzo pescatore mi penetra la bocca, il sapore salato del suo cazzo che mi soffoca, la mia lingua che lo avvolge, un rosso che mi sale al viso. Mi salvo quando si ritira leggermente, la mia gola che lo accoglie, un piacere che mi travolge: “Siiiiiii!”
I quattro uomini mi possiedono, i loro cazzi che si alternano nei miei buchi, l’odore di sudore, muschio e salsedine che mi soffoca, il suono dei loro gemiti che si mescola al clap della carne, il flauto ranat che suona una melodia frenetica, un inno alla lussuria. Il mio corpo è un tempio devastato, gli anelli che tintinnano, la catenella che tira i capezzoli, un dolore che si mescola al piacere: “A-ahhh!” Raggiungono l’orgasmo, uno dopo l’altro, lo sperma che mi inonda, l’odore acre che si diffonde, il sapore salato che mi riempie la bocca. Mi accascio, barcollando, i miei buchi che gocciolano, le labbra sporche di sperma. Con un dito lo raccolgo, lo porto alla bocca, il sapore salato che mi inebria, un gemito: “Mmmh!” Daniela mi guarda, orgogliosa: “Sei una gran troia.” Mi porge il plug, lo infilo, l’odore di muschio e sperma che si mescola, un pop umido che echeggia. Mi siedo, la mia fica apertissima che sputa sperma, un lago che si forma, l’odore che mi avvolge, un sigillo della mia devozione.La giornata scorre, torniamo al molo, i pescatori che mi baciano e toccano, l’odore di sudore che mi travolge, il suono delle loro mani che sfiorano i miei anelli. Ci svincoliamo, l’odore di salsedine che ci segue. Jennifer mi guarda: “Ci vediamo stasera per i saluti.” Daniela annuisce: “Certamente.” In camera, mi sdraio, esausta, la mia fica che cola ancora, l’odore di sperma e muschio che permea l’aria. Daniela mi bacia dolcemente: “Sei stata meravigliosa, la tua prima orgia.” Rispondo, la voce tremante: “Mi è piaciuto, ma preferisco le donne.” Dopo mezz’ora, ci facciamo una doccia, l’odore di sapone al cocco che non lava via lo sperma nel mio culo, un desiderio che Daniela vuole che assorba. Indossiamo canotte oscene, il tessuto che sfrega contro i miei capezzoli, gli anelli che tintinnano, il tatuaggio che brilla. Fatico a camminare, le gambe larghe, il mio culo usato che pulsa, un’andatura oscena che attira gli sguardi.Samai ci accoglie in sala da pranzo, l’odore di vaniglia che la precede: “Vi siete divertite in barca?” Daniela sorride: “Soprattutto Michela, ha spompato quattro uomini.” Samai mi guarda, sbalordita, un misto di invidia nei suoi occhi. Ci accompagna al tavolo, solleviamo le canotte, i nostri culi nudi sulla sedia, un brivido che mi fa gemere: “Mmmh!” Jennifer e Francy arrivano, vestite come ieri, la gonnellina di jeans di Jennifer che mostra il serpente, il vestitino trasparente di Francy, i loro plug che brillano, gemiti di piacere che sfuggono mentre si siedono. Jennifer dice: “È piacevole, il plug che si muove a ogni passo.” Daniela sorride: “Lo sapevo. Lo porterete sempre, ricordandoci.” Jennifer annuisce: “Certo.” Mangio con avidità, il sapore di curry che mi brucia, l’odore di citronella che mi avvolge, chiedo un’altra porzione, il mio corpo che brama energia dopo la giornata.Terminata la cena, ci scambiamo indirizzi e numeri, l’odore di inchiostro e vaniglia che si mescola al nostro muschio. Jennifer ci saluta: “Ci rivedremo, da noi o da voi.” Ci baciamo, le nostre lingue che si intrecciano, il sapore salato che mi inebria, gli sguardi della sala su di noi, le canotte che si sollevano, i plug che brillano. Samai ci chiama, l’odore di vaniglia che la precede, ci abbraccia, le nostre lingue che si incontrano, un bacio che vibra di desiderio: “Peccato che partiate, vi ricorderò sempre.” Torniamo in camera, l’odore di salsedine che ci segue, il suono delle onde che ci culla. Ci spogliamo, il fruscio delle canotte che cade, il plug che sfilo e metto sotto carica, l’odore di muschio e sperma che si diffonde. Sono distrutta, le gambe che tremano, la voce che sussurra: “Padrona, posso dormire?” Daniela mi accarezza, un bacio tenero sulla fronte, il sapore del suo sandalo sulla mia pelle: “Certamente.”Ci sdraiamo, il fresco che entra dalle finestre, l’odore di frangipane che ci avvolge, il suono delle onde che si mescola al mio respiro. Ogni squirt, ogni umiliazione, ogni cazzo è un sigillo della mia devozione, il mio corpo devastato, il mio cuore marchiato per sempre. Mi addormento tra le sue braccia, un altare di lussuria consacrato a Daniela, la mia Padrona, la mia divinità.

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