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Gay & Bisex

Marco passivo #8


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
23.03.2026    |    20.033    |    9 8.9
"L’orgasmo non si arrestava: ondate continue, profonde, che mi facevano contrarre il culo intorno al braccio di Elio..."
Uscimmo dalla doccia ancora gocciolanti, i corpi lucidi d’acqua e di sapone al sandalo e menta. Luca mi prese per mano, gli occhi verdi che brillavano di malizia.
«Aspetta un secondo, puttanella… prima di andare di là voglio che resti pieno.»
Mi fece piegare leggermente in avanti contro il lavandino. Prese il Lovense Hush 2 ancora caldo e bagnato, lo lubrificò generosamente con l’olio che Elio teneva sul ripiano e lo spinse dentro di me con un movimento lento ma deciso. Il bruciore dolce dell’inserimento mi fece gemere forte: il plug era grosso, pesante, e dopo la doccia il mio buco era rilassato ma ancora sensibile. Quando la base larga passò l’anello e si sistemò, sospirai di puro sollievo. Luca aprì subito l’app sul telefono, condivise il link pubblico e mi mostrò lo schermo: “Link attivo – 47 utenti online”.
«Chiunque può giocare con te adesso, cucciolo» sussurrò al mio orecchio. «E io guardo.»
Elio sorrise e ci precedette nudo nel salone. Io e Luca lo seguimmo, anche noi completamente nudi, i cazzi ancora semi-duri che dondolavano pesanti tra le cosce. L’aria fresca del salone mi fece venire la pelle d’oca, ma il plug dentro di me era già caldo. La musica chill continuava a suonare bassa dagli altoparlanti: bassi profondi, ritmi lenti, perfetti per far vibrare tutto.
Elio versò tre bicchieri di amaro scuro, il profumo dolce-amaro che si alzò subito nell’aria. Mi porse il mio. Appena lo presi in mano, il plug iniziò a vibrare. Una vibrazione bassa, continua, decisa. Qualche utente online aveva già iniziato a giocare. Il culo mi pulsò all’improvviso, la prostata colpita in profondità. Strinsi le gambe, cercando di non far cadere il bicchiere.
Luca ed Elio se ne accorsero subito. Il rumore umido e ritmico del plug che vibrava dentro di me era chiaro anche sopra la musica. Si guardarono e sorrisero divertiti.
«Cazzo, puttanella… già qualcuno ti sta martellando» disse Luca, sorseggiando l’amaro.
Io facevo fatica a stare in piedi. Il plug spingeva, ruotava, aumentava e diminuiva di intensità. Le vibrazioni passavano da lente a forti in pochi secondi. Le gambe mi tremavano, il cazzo mi si stava indurendo di nuovo. Elio mi vide barcollare e mi posò una mano sulla spalla.
«Vieni, siediti qui» disse, spingendomi dolcemente verso la sedia di legno vicino al divano. «Così il plug resta dentro e puoi bere tranquillo.»
Mi accomodai. Il peso del plug aumentò contro la sedia, spingendolo ancora più in fondo. Le vibrazioni diventarono più intense: un utente aveva scelto la modalità “pulse forte”. Il culo mi si contraeva ritmicamente, il bruciore dolce si mescolava al piacere profondo. Bevvi un sorso di amaro, il sapore amaro che mi scendeva in gola mentre il plug mi martellava.
In TV c’era la partita di Sinner. Il commento era acceso, la folla urlava. Elio e Luca si sdraiarono nudi sul divano grande, i cazzi pesanti che riposavano sulle cosce, le gambe aperte. Io restavo sulla sedia, nudo, il bicchiere in mano, il culo che vibrava senza sosta. Le vibrazioni cambiavano: ora lente e profonde, ora rapide e forti. Ogni tanto un utente online decideva di farmi impazzire con un “earthquake” improvviso. Stringevo i denti, cercavo di seguire la partita, ma il piacere mi saliva dallo stomaco fino al petto.
La partita era quasi alla fine. Sinner vinse con un diritto perfetto. La folla esplose, Elio e Luca applaudirono nudi sul divano, ridendo. Io invece ero lì, il culo che pulsava violentemente, il cazzo duro che svettava tra le mie gambe.
Elio si alzò, venne da me, mi prese il cazzo in mano e lo strinse piano ma deciso.
«Come stai, puttanella?» chiese, la voce bassa. Mi strizzò le palle con l’altra mano, tirandole leggermente. Socchiusi gli occhi, lasciai che mi toccasse, il piacere che si mescolava alle vibrazioni del plug.
Poi Elio fece un cenno a Luca. Mi presero per mano tutti e due, uno da una parte e uno dall’altra.
«Andiamo di là» disse Luca. «È ora di sfondarti sul serio.»
Mi portarono nella stanza degli specchi.
Luca ed Elio mi tenevano per mano, nudi con quel profumo di doccia che avevano addosso, guidandomi attraverso il corridoio fino alla camera da letto di Elio. La porta si aprì e il mio respiro si fermò. La parete di fronte al letto era un’unica lastra di specchio dal pavimento al soffitto, illuminata da luci soffuse color ambra che rendevano ogni dettaglio crudele e bellissimo. Il letto king size era al centro, lenzuola grigie già stropicciate. La musica chill continuava a pulsare bassa dagli altoparlanti, bassi profondi che sembravano seguire il battito del mio cuore.
Mi fecero sdraiare a pancia in su. Luca mi legò i polsi alla testiera con due morbide manette di pelle, non strette, solo per tenermi aperto e vulnerabile. Elio mi afferrò le caviglie e mi sollevò le gambe verso il cielo, tenendole larghe. Luca si mise dall’altra parte e prese l’altra gamba. Ero completamente esposto, il culo in aria, il buco ancora caldo e pulsante dalla doccia. Vedevo tutto negli specchi: il mio corpo nudo, le gambe tese, il cazzo duro che svettava sul ventre, i due uomini bellissimi ai lati di me.
Elio lubrificò generosamente la sua mano destra con olio caldo. Mi guardò negli occhi attraverso lo specchio.
«Ora ti sfondo sul serio, puttanella.»
Iniziò piano. Tre dita, poi quattro. Il bruciore era intenso, ma il mio buco, già allenato, si apriva. Poi spinse tutta la mano. La vidi scomparire dentro di me nello specchio: il polso che entrava, poi l’avambraccio fino a metà. Sentivo la pressione incredibile, il braccio spesso che mi dilatava in profondità, la mano che ruotava dentro di me toccando punti che non sapevo esistessero. Il dolore era forte, acuto, ma si trasformava subito in un piacere devastante, profondo, che mi faceva tremare le gambe. Elio spingeva più in fondo, metà braccio dentro di me, il pugno chiuso che premeva contro la prostata. Io guardavo nello specchio: vedevo il mio culo spalancato intorno al suo braccio, la pelle tesa, il mio viso distorto dal piacere e dal dolore.
Luca teneva l’altra gamba, gli occhi fissi sul riflesso.
«Guarda quanto sei bello mentre vieni sfondato, puttanella.»
Elio cominciò a muovere il braccio lentamente, dentro e fuori, martellando la prostata. Ogni movimento mi strappava un gemito lungo. Le mie gambe tremavano nelle loro mani.
Luca mi slegò i polsi.
«Adesso tienile da solo. Voglio vederti mentre ti tieni aperto per noi.»
Obbedii. Afferrai le mie caviglie e le tenni larghe, le gambe al cielo, il culo completamente esposto. Luca si posizionò di fronte a me, tra le mie cosce. Elio aveva ancora metà braccio dentro di me. Luca lubrificò due dita e le infilò accanto alla mano di Elio. Il dolore fu immediato e fortissimo. Sentivo il culo che si spaccava, le pareti tese al limite. Trattenni il fiato, una smorfia di dolore mi deformò il viso. Luca spinse tre dita, poi quattro. Il bruciore era insopportabile, il mio buco che veniva forzato oltre ogni limite. Una lacrima mi scese dall’occhio sinistro proprio mentre Luca, con un’ultima spinta lenta ma decisa, infilava tutta la mano.
Ora avevo due mani dentro di me. Due mani intere. Il culo completamente sfondato in modo incredibile. Vedevo tutto nello specchio: due avambracci che scomparivano dentro di me, il mio buco dilatato all’inverosimile, il mio viso bagnato di lacrime e piacere. Luca ed Elio si guardarono, soddisfatti.
L’orgasmo anale non tardò ad arrivare. Il mio corpo si contrasse violentemente intorno alle due mani. Luca lo sentì e tolse lentamente la sua, lasciando solo quella di Elio. Elio cominciò a muoverla velocemente, martellando la prostata con forza. Io urlai di piacere come non avevo mai fatto prima, un urlo gutturale, lungo, animale. La cosa mi eccitò ancora di più. L’orgasmo non si arrestava: ondate continue, profonde, che mi facevano contrarre il culo intorno al braccio di Elio. Godendo come una puttana vera, il corpo scosso, il cazzo che colava senza sosta.
Luca mi fece girare a pecora. Mi infilò il suo cazzo duro fino in fondo con una spinta secca. Mi scopò con forza, colpi profondi, il cazzo che colpiva la prostata già martoriata. Dopo pochi minuti mi sborrò dentro, schizzi caldi e abbondanti. Si ritrasse subito. Elio prese il suo posto senza darmi tregua: mi entrò dentro con il cazzo ancora duro e mi scopò con la stessa violenza, spingendo la sborra di Luca ancora più in fondo. Ogni colpo sulla prostata mi faceva godere internamente, orgasmi anali continui che non si fermavano.
Appena Elio venne e si scaricò dentro di me, Luca prese il Lovense dal letto (ancora vibrante per gli utenti online) e me lo rimise dentro con un gesto deciso, sigillando tutta la sborra calda dentro il mio culo. Il plug riprese a vibrare forte.
Mi girai a pancia in su, esausto, il plug che pulsava, il cazzo ancora mezzo duro e bagnato. Luca non resistette. Si chinò tra le mie gambe e cominciò a leccarmi il cazzo e le palle con passione, succhiando forte, la lingua che girava intorno alla cappella. Elio si posizionò sulla mia faccia, abbassandosi. Il suo culo caldo e sporco mi premette sulla bocca. Lo leccai con fame, la lingua che entrava dentro di lui mentre Luca mi succhiava.
Luca si mise difronte a me, mi mise un piede sul cazzo e cominciò a masturbarmi con la pianta del piede, sempre più veloce. Il piacere era insopportabile. Venni con un urlo soffocato sotto il culo di Elio: schizzi potenti che colarono sul mio ventre. Luca ed Elio si abbassarono subito e leccarono tutta la mia sborra, raccogliendola con la lingua. Poi mi baciarono sulla bocca, riversandomela in gola, calda, salata, viscosa. Ingoiai tutto, gemendo, mentre il plug continuava a vibrare dentro di me. Mi lasciarono li vibrante dopo l’orgasmo mentre loro si abbandonarono ad bellissimo 69. Era eccitante vederli insieme mentre si leccavano ed io spingevo con una mano il plug su per il culo. Lentamente il clima si tranquillizzò e tutti appagati restammo abbracciati sul letto.
Mi rivestii lentamente, le gambe molli, il culo rotto ma pieno di sborra e vibrazioni. Luca mi baciò sulla fronte.
«Domani sera torni qui, puttanella. E stavolta sarà ancora più intenso.»
Uscii di casa felice, il culo che pulsava a ogni passo, il plug che vibrava piano, la promessa di tornare già sulle labbra. Ero distrutto, realmente sfondato, ma più vivo che mai. E non vedevo l’ora di far godere di nuovo i miei Tesori il giorno dopo.

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