Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Alina La Mantide Religiosa #5
Lui & Lei

Alina La Mantide Religiosa #5


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
07.04.2026    |    24.662    |    0 8.5
"Si alzò nuda, con il seme di lui che le colava ancora tra le natiche, e lo guardò dall’alto..."
Erano passate solo tre settimane dal primo incontro su Facebook Dating e Luca Moretti era già perso.
Alina aveva mantenuto la maschera della donna dolce e bisognosa di protezione per i primi quattro appuntamenti. Messaggi teneri, voce tremante al telefono, sguardi abbassati. Ma dentro di sé la mantide si era già svegliata completamente. Sapeva che era arrivato il momento di stringere la rete.
La prima volta che lo portò al Relais Il Borgo dopo la cena, Alina entrò nella suite con il solito cappotto beige. Il concierge la salutò con deferenza: «Buonasera, signora Alina». Luca pagò la stanza senza dire una parola, lo sguardo già annebbiato dal desiderio.
Appena chiusa la porta, Alina lasciò cadere il cappotto. Sotto indossava solo un body di pizzo nero trasparente e tacchi alti. Il profumo di vaniglia calda riempì la stanza. Si avvicinò a Luca, gli mise una mano sul petto e sentì il cuore battere forte.
«Stasera voglio che tu mi prenda come vuoi» sussurrò con voce morbida. «Ma voglio sentirti fino in fondo.»
Lo spogliò lentamente, poi si mise a quattro zampe sul letto king-size, inarcando la schiena. Luca esitò solo un istante quando lei gli disse:
«Scopami nel culo. Voglio sentirti lì.»
Alina si fece penetrare lentamente, stringendo i denti per il dolore iniziale che presto diventò un calore pieno e oscuro. Gemette piano mentre lui spingeva più a fondo. Il rumore dei loro corpi era bagnato, ritmico, osceno nel silenzio della suite di lusso. Quando Luca venne dentro di lei, Alina chiuse gli occhi e assaporò il calore del suo seme. Non prendeva la pillola da mesi.
«Tranquillo» gli disse dopo, accarezzandogli il viso sudato. «Prendo quella del giorno dopo. Volevo solo sentirti completamente mio.»
Luca era sconvolto dal piacere e dal senso di colpa. Alina lo baciò con dolcezza apparente, ma dentro di sé la mantide rideva piano.
Da quella notte tutto cambiò.
Alina cominciò a raccontarlo alle sue amiche rumene durante una chiamata di gruppo su WhatsApp, mentre guidava la Golf verso casa nella periferia buia del paese. Le colline umbre scorrevano nere fuori dal finestrino.
«Si chiama Luca. È primario di cardiologia. Sposato. Ricco. È già cotto. Ma voglio che non possa più scappare.»
Irina, Dana e Sonia capirono al volo. Tre rumene, tre predatrici diverse. Accettarono di aiutarla.
La tela iniziò a tessersi.
Alina continuava a dominarlo negli hotel. Lo faceva venire dentro di sé quasi ogni volta, sia nella fica che nel culo. A volte in posti rischiosi: nel parcheggio sotterraneo del Grand Hotel dei Congressi, contro il muro freddo di una cappella sconsacrata che lui stava seguendo per lavoro, persino nel bagno di un ristorante stellato mentre gli altri commensali cenavano a pochi metri. Alina si abbassava la gonna, si appoggiava al lavandino di marmo e gli ordinava di prenderla da dietro. Il rumore dei loro corpi si mescolava al brusio lontano delle voci eleganti.
Intanto le amiche entravano in scena.
Irina e Dana crearono profili falsi e iniziarono a scrivergli. Messaggi ambigui, foto rubate di Alina nuda scattate di nascosto in hotel. Sonia, la più giovane e audace, usò il suo vero numero: «Alina mi ha detto che hai un bel cazzo. Vuoi che ti mandi un video di come la fai godere?».
Ogni messaggio veniva subito girato ad Alina. Lei li leggeva nella sua casa silenziosa, sorseggiando tè alla vaniglia, e sorrideva.
Una sera, nella suite del Brufani, dopo averlo fatto venire per la seconda volta nel culo, Alina prese il telefono di Luca dal comodino. Lesse i messaggi. Si alzò nuda, con il seme di lui che le colava ancora tra le natiche, e lo guardò dall’alto.
«Sei uno schifoso» disse con voce calma e gelida. «Non ti basta la mia fica? Non ti basta il mio culo? Hai bisogno che altre rumene ti mandino messaggi?»
Luca impallidì. Provò a balbettare una giustificazione. Alina lo zittì.
«Per farti perdonare mi comprerai qualcosa di bello. Qualcosa che mi faccia sentire importante.»
Da quel momento i regali divennero quotidiani: borse, gioielli, weekend pagati. Ma Alina voleva di più. Voleva umiliarlo.
Quando arrivarono le Louboutin – décolleté rosse, tacco dodici, fondo rosso fiammante – Alina decise che era il momento.
Lo portò al Relais Il Borgo in un sabato sera affollato. Nella hall piena di ospiti eleganti, si sedette su una poltrona di velluto accanto al camino acceso. Si tolse lentamente gli stivaletti e infilò le nuove Louboutin. Poi tese il piede destro verso di lui, proprio lì, davanti a tutti.
«Baciami i piedi» ordinò a bassa voce, ma con un tono che non ammetteva repliche.
Luca, rosso fino alle orecchie, si inginocchiò sul tappeto. Baciò prima la punta della scarpa, poi il collo del piede nudo. Il tintinnio dei bicchieri, le conversazioni sommesse, il crepitio del fuoco: tutto sembrò fermarsi per un istante. Alina sentì l’odore della sua umiliazione – sudore freddo mescolato a dopobarba costoso – e provò un piacere quasi religioso.
«Bravo» mormorò accarezzandogli i capelli. «Ora tutti sanno chi comanda.»
Lo teneva per le palle. Letteralmente.
Le amiche rumene continuavano a provocarlo. Sonia gli mandava audio con la voce roca: «Se Alina non ti basta, io sono più stretta…». Irina gli inviava foto delle sue tette. Dana gli scriveva di notte. Tutto veniva riferito ad Alina, che usava ogni informazione per stringere la morsa.
Luca era distrutto e dipendente. La paura di perdere tutto si mescolava al piacere oscuro di essere dominato. Alina lo scopava con una calma feroce, lo faceva venire dentro di sé, lo umiliava e poi lo coccolava con dolcezza calcolata. La mantide era in estasi.
Una sera, mentre tornava verso il paese con la Golf, Alina passò davanti alla salumeria di Pietro, ormai chiusa. Sorrise tra sé.
Luca era molto più nutriente delle prede precedenti. E lei non aveva nessuna intenzione di mollarlo.
La tela era tessuta. Il dottore era intrappolato. E la mantide religiosa, serena e sorridente come sempre nella piccola periferia umbra, stava solo cominciando a mangiare.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Alina La Mantide Religiosa #5:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni