Gay & Bisex
Marco passivo #9
Efabilandia
24.03.2026 |
19.528 |
5
"Sentivo la gomma che entrava e usciva, la cappella che colpiva la prostata con precisione chirurgica..."
Il messaggio arrivò sul mio telefono mentre stavo finendo la riunione di venerdì pomeriggio. Il nome di Elio comparve sullo schermo con la foto del suo culo nudo che mi aveva mandato giorni prima.«Puttanella, stasera alle 21:00 da me. Giorgio sarà lì. Non tardare. Il tuo Tesoro ha deciso che la settimana di astinenza finisce oggi.»
Il cuore mi esplose nel petto. Una settimana intera di astinenza imposta da Luca. Solo il Lovense Hush 2 dentro di me dal mattino alla sera, sempre carico, sempre connesso. Niente mani, niente cazzi, niente orgasmi. Solo vibrazioni remote che Luca accendeva quando voleva, lasciandomi al limite per ore in ufficio, in macchina, a casa. Il mio culo era diventato una cosa viva, sempre piena, sempre sensibile. Ogni passo mi ricordava quanto fossi diventata dipendente.
Risposi subito con le mani che tremavano:
«Ci sarò, Tesoro. Non vedo l’ora.»
Alle 21:00 esatte citofonai a casa di Elio. La porta si aprì e trovai Luca ed Elio già nudi nel salone. La musica chill con bassi profondi riempiva l’aria. Il profumo di sandalo e menta del bagnoschiuma di Elio aleggiava ancora. Giorgio era seduto sul divano, ancora vestito, un bicchiere di amaro in mano, lo sguardo da lupo che mi ricordava la prima volta in macchina a Calenzano.
Luca mi venne incontro, mi baciò piano sulle labbra e mi sussurrò:
«Bentornata, puttanella. Questa settimana ti abbiamo tenuto in caldo. Ora ti sfondiamo come meriti.»
Elio mi sorrise malizioso.
«Spogliati, puttanella. Vogliamo vederti nudo.»
Mi tolsi i vestiti in silenzio, il cazzo già duro per l’emozione. Il plug era ancora dentro di me, pesante, caldo. Luca lo tolse lentamente, facendomi gemere. Il vuoto improvviso fu quasi doloroso.
Ci spostammo tutti e quattro nella stanza degli specchi. Le luci ambra illuminavano la parete di vetro che rifletteva ogni cosa. Mi fecero sdraiare a pancia in su sul letto king size, mi legarono i polsi morbidi alla testiera e mi sollevarono le gambe al cielo. Giorgio si avvicinò per primo. Si lubrificò la mano destra con olio caldo e mi infilò tre dita, poi quattro, poi tutta la mano. Lo sentii entrare piano, profondo, fino al polso. Il bruciore era forte, antico, familiare. Era la prima volta che Giorgio mi fistava. Vedevo tutto negli specchi: il mio culo che si apriva intorno al suo braccio calloso, la mia faccia che si contorceva di piacere e dolore.
«Brava… così… apriti per il tuo primo uomo» mormorò Giorgio, muovendo la mano dentro di me con calma da daddy. Il suo odore di uomo maturo, tabacco e dopobarba, mi riempiva le narici.
Luca ed Elio mi tenevano le gambe larghe. Elio mi accarezzava il cazzo duro mentre Giorgio mi fistava sempre più in profondità. Dopo qualche minuto Giorgio tolse la mano lentamente. Il vuoto fu terribile.
«Ora voglio il tuo culo con il mio cazzo» disse Giorgio.
Mi fecero restare a gambe al cielo. Giorgio si posizionò tra le mie cosce e mi entrò dentro con una spinta lunga e profonda. Il suo cazzo era grosso, caldo, familiare. Luca si mise accanto a lui, lubrificò il suo cazzo e lo spinse dentro di me accanto a quello di Giorgio. Doppia penetrazione anale. Due cazzi veri dentro di me. Il bruciore fu pazzesco: mi sentivo spaccato, riempito oltre ogni limite. Urlai di piacere e dolore insieme. Luca ed Elio mi tenevano le gambe al cielo mentre Giorgio e Luca cominciavano a scoparmi insieme, alternando e poi spingendo allo stesso tempo.
Elio si mise dietro Giorgio. Lo vidi nello specchio: Elio gli infilò il cazzo giovane e duro nel culo e cominciò a scoparlo forte. Giorgio gemette dentro di me, i colpi di Elio spingevano il suo cazzo ancora più in profondità nel mio culo. Era una catena perfetta. Il profumo di sudore maschile, di olio e di sesso riempiva la stanza. Giorgio godeva tantissimo: il suo respiro era pesante, i gemiti bassi e gutturali mentre Elio lo martellava da dietro. Sentivo il corpo di Giorgio tremare contro il mio, il suo cazzo che pulsava dentro di me spinto dai colpi di Elio.
«Cazzo… sì… così, puttanella… prendilo tutto» ansimava Giorgio.
Elio aumentò il ritmo, scopando Giorgio con forza. Dopo tanti affondi Elio venne dentro di lui con un grugnito lungo, riempiendogli il culo di sborra calda. Giorgio gemette forte e mi sborrò dentro nello stesso momento, schizzi potenti e abbondanti che mi riempirono il culo mentre Luca continuava a spingere accanto a lui.
Elio si ritrasse, sorridendo. Si mise sopra la mia faccia, abbassandosi. Il suo culo caldo, ancora pulito ma già profumato di sesso, mi premette sulla bocca. Lo leccai con fame, la lingua che entrava dentro di lui, lubrificandolo, assaporando il sapore muschiato del suo buco. Elio gemeva sopra di me, spingendo il culo sulla mia faccia mentre Luca
Luca accarezzò lentamente la schiena di Elio, la mano che scivolava sui muscoli bagnati di sudore. Poi lo spinse avanti con decisione. Il cazzo di Elio, ancora duro e sporco di sborra e del culo di Giorgio, mi finì dritto in bocca. Sentii subito il sapore intenso: salato, muschiato, con quel retrogusto terroso del buco di Giorgio mescolato alla sborra calda. Lo presi tutto, la gola che si apriva per accoglierlo, la lingua che leccava avidamente intorno alla cappella gonfia.
Luca si posizionò dietro Elio, gli allargò le natiche con le mani e gli infilò il suo cazzo duro nel culo con una spinta profonda. Elio gemette forte intorno al mio viso, il corpo che tremava. Luca cominciò a scoparlo con colpi forti, ritmici, violenti. Ogni affondo spingeva Elio ancora più avanti, facendomi prendere il suo cazzo più in fondo in gola. Io continuavo a leccare, succhiare, assaporare ogni goccia mentre Luca martellava Elio senza pietà.
Sentivo i gemiti di Elio sopra di me, sempre più alti, spezzati. Luca aumentò il ritmo, i colpi che diventavano secchi e profondi, le palle che sbattevano contro le natiche di Elio. Dopo tanti affondi violenti sentii Luca godere: un grugnito lungo, gutturale, mentre riempiva il culo di Elio di sborra calda e abbondante. Elio tremò tutto, il cazzo che pulsava nella mia bocca. Io continuavo a leccare le sue palle gonfie e sode, succhiandole piano, sentendo il sapore della sborra di Luca che colava dal suo buco e mi arrivava sulle labbra.
Elio si spostò lentamente, il cazzo che usciva dalla mia bocca con un suono umido. Luca venne subito su di me. Si calò con il suo culo caldo e appena riempito sulla mia bocca.
«Leccami tutto, puttanella… lingua dentro.»
Obbedii. La mia lingua entrò nel suo buco stretto, leccando fino a dentro, sforzandomi di infilare la lingua tutta dentro. Il sapore era denso, salato, virile. Leccavo con passione, spingendo la lingua più a fondo possibile, pulendolo completamente mentre Luca gemeva sopra di me.
Quando fu pronto, Luca si alzò, si girò e si sedette sul mio cazzo duro con un movimento lento ma deciso. Il suo culo caldo mi avvolse completamente.
«Voglio godere nel culo» sussurrò, la voce roca.
Poi cominciò a scoparsi sopra di me, muovendosi veloce, il culo che sbatteva contro le mie palle con forza. Ogni discesa mi faceva entrare fino in fondo. Il piacere era pazzesco: il suo buco stretto che mi stringeva, il calore della sborra di prima che ancora lubrificava tutto. Luca cavalcava con foga, il corpo sudato che brillava sotto le luci ambra, i muscoli della schiena che si contraevano a ogni movimento.
Non resistetti a lungo. Con un urlo soffocato gli sborrai dentro con getti forti, spingendo fino in fondo, riempiendolo di nuovo mentre lui continuava a muoversi. Il piacere anale che gli provocai fu evidente: Luca gemette forte, il culo che si contraeva intorno al mio cazzo, gli occhi chiusi in estasi.
Rimase sopra di me ancora qualche secondo, respirando pesante, il mio cazzo ancora dentro di lui. Poi si alzò lentamente, la mia sborra che gli colava dal culo.
Elio e Giorgio mi guardavano sorridenti, soddisfatti. Luca mi accarezzò i capelli bagnati di sudore.
«Bravissima, puttanella… ora sei pronta per la mungitura.»
Mi portarono vicino alla macchina Lovense. Il mostro di gomma nera era già pronto sul supporto regolabile: 25 centimetri di lunghezza, oltre 5,5 di diametro, venoso, doppio, con una cappella enorme e spessa che sembrava fatta apposta per spaccarmi. Elio mi posizionò a pecora sul bordo del letto, il petto premuto contro il materasso, il culo in aria. Giorgio mi allargò le natiche con le mani grandi e callose, mentre Luca versava altro olio caldo sul mostro e sul mio buco già martoriato.
«Respira, puttanella» mi sussurrò Giorgio. «Adesso ti mungiamo sul serio.»
Spinsero la punta dentro di me. Il bruciore fu immediato e brutale. La gomma spessa mi apriva in modo violento, centimetro dopo centimetro, dilatandomi oltre ogni limite raggiunto fino a quel momento. Quando la base larga passò l’anello sentii un suono umido e osceno, e il mostro si sistemò tutto dentro. Il peso era incredibile. Il culo mi bruciava, le pareti interne tese al massimo, la prostata già gonfia che veniva schiacciata.
Accesero la macchina.
Giorgio prese il telecomando con un sorriso lento da vecchio lupo.
«Partiamo piano, puttanella. Voglio sentirti godere minuto per minuto.»
10 pulsazioni al minuto.
Il mostro cominciò a muoversi: avanti e indietro, lento ma pesante. Ogni affondo mi strappava un gemito lungo. Sentivo la gomma che entrava e usciva, la cappella che colpiva la prostata con precisione chirurgica. Il bruciore era profondo, costante. Le mie gambe tremavano. Il cazzo, ancora mezzo moscio dopo gli orgasmi precedenti, iniziò a gonfiarsi di nuovo.
20 pulsazioni.
Il ritmo aumentò. Il mostro martellava più veloce. Ogni colpo era più forte. Il culo mi bruciava come fuoco, ma il piacere era già insopportabile. La prostata veniva massaggiata senza sosta. Iniziai a respirare a bocca aperta, gli occhi fissi sul riflesso nello specchio.
30 pulsazioni.
Ora era un ritmo costante e deciso. Il rumore bagnato e ritmico riempiva la stanza, mescolato ai miei gemiti. Il cazzo mi tornò completamente duro, svettante, la cappella lucida di pre-eiaculazione. Le palle cominciarono a gonfiarsi, pesanti, tese. Il culo era devastato: sentivo le pareti interne che si arrendevano, il buco che si apriva e chiudeva intorno al mostro come se avesse vita propria.
50 pulsazioni.
Il martellamento divenne feroce. Ogni secondo il cazzo di gomma entrava e usciva a tutta velocità. La prostata era in fiamme. L’orgasmo anale arrivò improvviso, lungo, profondo. Non era un picco, era un’onda continua. Il mio corpo si contrasse intorno al mostro, ma la macchina non si fermava. Godetti senza toccarmi, schizzi caldi che colavano dal mio cazzo duro sul lenzuolo, mentre il culo veniva sfondato senza tregua.
Giorgio aumentò ancora.
100 pulsazioni.
Ora era terribile. Il mostro mi spaccava il culo. Ogni affondo era un colpo violento. Sentivo il buco dilatarsi all’inverosimile, le pareti che bruciavano, la prostata gonfia che pulsava come un cuore impazzito. Urlai, contorcendomi. Luca mi teneva fermo per i fianchi, le mani forti che mi impedivano di scappare. Il cazzo mi era tornato durissimo, le palle gonfie e dolenti, il culo completamente devastato. L’orgasmo anale non si fermava più: era una cascata continua, profonda, che mi faceva tremare tutto il corpo.
150 pulsazioni.
Non riuscivo più a respirare regolarmente. Ogni colpo del mostro mi strappava un urlo. Il bruciore era diventato un piacere feroce, quasi insopportabile. Il mio cazzo pulsava da solo, la cappella gonfia, le palle così tese che facevano male. L’orgasmo anale continuava, onda dopo onda, senza mai calare. Sudavo, tremavo, gli occhi lucidi.
200 pulsazioni.
Il martellamento era brutale. Il culo mi sembrava spaccato in due. Sentivo ogni vena della gomma che mi sfondava. La prostata era così sensibile che ogni colpo mi faceva vedere lampi bianchi. Urlavo senza controllo, la voce rotta. Luca mi teneva fermo, Elio mi accarezzava la schiena, Giorgio teneva il telecomando con un sorriso soddisfatto.
260 pulsazioni.
Massimo. Il mostro mi devastava senza pietà. Il rumore era osceno, bagnato, violentissimo. Il mio culo era completamente aperto, le pareti interne che cedevano, la prostata martellata senza sosta. L’orgasmo anale divenne un unico, lunghissimo piacere continuo. Non riuscivo più a distinguere i singoli picchi: era un’onda infinita. Il cazzo mi era durissimo, le palle gonfie e pesanti, il culo in fiamme. Urlai come una puttanella vera, contorcendomi sotto le mani di Luca, mentre il corpo veniva scosso da orgasmi anali che non si fermavano mai.
Dopo cinque minuti di quel trattamento infernale il mio cazzo esplose di nuovo. Schizzi potenti, caldi, che colavano sul letto in getti lunghi mentre la macchina continuava a martellarmi. Urlai liberando tutto, ma il piacere non si fermava. Continuavo a godere internamente, una sensazione strana e bellissima, come se il mio corpo fosse diventato solo un buco da mungere.
La macchina rallentò lentamente fino a fermarsi. Il mostro rimase dentro di me, enorme e pulsante. Ero distrutto, sudato, il culo rotto e pieno.
Elio si chinò su di me, accarezzandomi i capelli.
«Ti è piaciuta la mungitura, puttanella?»
Annuii, senza fiato, felice e sfondato.
Mi fecero alzare. Le gambe mi tremavano. Giorgio, Luca ed Elio si misero in fila sul letto, a pecora, i culi in aria uno accanto all’altro: prima Giorgio (69 anni, il culo ancora sodo nonostante l’età, sporco di sborra), poi Elio (giovane, muscoloso, il buco ancora aperto e lucido), infine Luca (il mio Tesoro, il culo che avevo appena riempito). Mi inginocchiai dietro di loro e cominciai a leccarli uno dopo l’altro con la lingua.
Prima Giorgio: leccai il suo buco lentamente, assaporando la sborra calda e densa di Elio che colava fuori. Il sapore era forte, maturo, virile. Giorgio gemette piano mentre la mia lingua entrava dentro di lui. Poi Elio: il suo culo era più stretto, più caldo, la sborra di Luca ancora fresca. Leccai con fame, spingendo la lingua più a fondo possibile. Infine Luca: il suo buco era il più familiare, ancora pieno della mia sborra. Lo pulii con passione, la lingua che girava intorno all’anello, raccogliendo ogni goccia.
Luca si girò, mi baciò in bocca profondamente mentre mi accarezzava il cazzo ancora mezzo duro. Elio fece lo stesso, baciandomi con passione, la lingua che cercava la mia. Alla fine Giorgio si chinò su di me, mi baciò piano sulla bocca e mi sussurrò:
«Sei diventata una vera puttanella, Marco.»
Luca mi guardò negli occhi, sorridendo.
«La prossima volta vediamo se resisti a una mungitura di un’ora intera.»
Al solo pensiero impazzii. Il desiderio mi esplose dentro: essere munto per sessanta minuti, il mostro che mi sfondava senza sosta, il culo devastato, gli orgasmi continui. Il corpo mi tremò di eccitazione pura.
Uscii di casa con le gambe molli, il culo veramente rotto, pieno di sborra e vibrazioni, ma felice come non mai. Ero la loro puttanella e non vedevo l’ora di essere munta ancora per ore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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