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Scambio di Coppia

IncantoLunare Cap. 2


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
05.06.2025    |    3.334    |    2 9.7
"Luca barcollò, la mente offuscata dalle sue labbra, dal suo calore, l’immagine di Sara che svaniva sotto l’assalto del piacere..."
Il messaggio di Claudia era arrivato come un fulmine, accendendo un fuoco che Luca non poteva spegnere. “Solo noi due, per provare la chimica,” aveva scritto, le parole che scivolavano sullo schermo come una carezza proibita. Luca, 37 anni, operaio specializzato con un corpo scolpito dalla palestra, sentì il cazzo indurirsi al solo pensiero di Claudia: la sua pelle olivastra, il seno prosperoso che lo aveva stuzzicato durante la videochiamata, la voce roca che lo perseguitava nei sogni da quella telefonata. Era un desiderio che lo spaventava, un’onda pronta a travolgerlo. Non disse nulla a Sara, la sua Sara, con i suoi capezzoli pronunciati e il profumo di agrumi che lo avvolgeva ogni sera. Si convinse che fosse un’eccezione, un segreto che poteva tenere. “Ok, ci vediamo,” rispose, il cuore che martellava, il senso di colpa che già gli pungeva la coscienza come un ago. Marco, il marito di Claudia, era d’accordo, la sua filosofia aperta nello scambismo che dava libertà alla moglie. Ma Luca sapeva di star tradendo qualcosa di più profondo, non solo la loro promessa di coppia, ma la fiducia che lo legava a Sara dai tempi dell’adolescenza.
L’appuntamento era fissato per un pomeriggio di fine estate, in un bar sul lungomare di Gaeta, dove l’aria profumava di salsedine e il sole dipingeva il mare di sfumature arancioni e rosa. Luca aveva appena finito il turno al cantiere, il corpo ancora caldo di fatica, con una camicia azzurra slacciata che rivelava il petto muscoloso, i jeans che aderivano alle cosce robuste. Il suo odore, un misto di sudore pulito e dopobarba al legno di sandalo, era crudo, maschile, inconfondibile. Si fermò un attimo fuori dal bar, il cuore che gli rimbombava nel petto, il viso di Sara che gli appariva in mente – il suo sorriso fiducioso, i suoi occhi azzurri ignari – spingendolo a esitare. Ma l’attrazione per Claudia era più forte, un richiamo che lo trascinava verso di lei come una sirena.
Claudia era già lì, seduta a un tavolino all’aperto, splendida come un sogno. Indossava un vestito nero attillato che abbracciava ogni curva: la pelle olivastra brillava al tramonto, il seno pieno (quarta misura) si intravedeva dalla scollatura profonda, i capelli mossi castano chiaro le cadevano sulle spalle come una cascata. Il suo profumo di vaniglia e ambra lo colpì appena si sedette, avvolgendolo come un abbraccio caldo, facendogli girare la testa. “Rilassati, Luca,” mormorò, la voce bassa, sfiorandogli la mano con le dita, le unghie laccate di rosso che scintillavano. Quel tocco, leggero ma deciso, gli fece pulsare il cazzo nei jeans, un’erezione che non poteva nascondere. “Cazzo, Claudia, sei… irreale,” disse, la voce roca, gli occhi verdi persi nei suoi, nocciola e penetranti, come se potessero leggergli l’anima.
La conversazione iniziò con leggerezza – il lavoro di Luca nei cantieri polverosi di zona, le lezioni di Claudia all’università – ma ogni parola era carica di tensione, un preliminare verbale. “Perché mi hai scritto da solo?” chiese lei, le labbra carnose che si curvavano in un sorriso malizioso, un neo sopra il labbro superiore che sembrava un dettaglio creato per sedurre. Luca deglutì, il cuore che galoppava, il profumo di vaniglia che lo stordiva. “Cazzo, Claudia, non lo so,” ammise, la voce tremante. “Sei diversa, mi fai venire voglia di… tutto.” Lei rise, un suono caldo che gli scivolò sulla pelle come seta. “E Sara? Sa che sei qui?” La domanda lo colpì come un pugno, il senso di colpa che gli strinse il petto. “No,” confessò, abbassando lo sguardo. “È solo un assaggio, no?” Claudia lo fissò, gli occhi che sembravano sviscerare ogni sua vulnerabilità. “Un assaggio può diventare molto di più,” disse, sfiorandogli la coscia sotto il tavolo, le unghie che graffiavano appena il tessuto, mandandogli un brivido dritto alla fica che immaginava sotto quel vestito.
La tensione divenne insostenibile. “Andiamo da qualche parte,” propose Claudia, la voce che vibrava di desiderio. Luca annuì, il cazzo che premeva dolorosamente contro i jeans, la mente annebbiata da lei. Finirono in una pensione discreta, a pochi passi dal lungomare, una stanza semplice – pareti bianche, lenzuola immacolate, una finestra sul mare – carica della loro anticipazione. Il suono delle onde si mescolava ai loro respiri accelerati. Claudia lo spinse contro la porta, le sue labbra che reclamavano le sue in un bacio vorace, la lingua che esplorava la sua bocca con una fame che lo incendiò. Il suo profumo di vaniglia e ambra lo avvolse, il seno morbido che si schiacciava contro il suo petto, il calore del suo corpo che lo faceva tremare. “Cazzo, Claudia,” gemette, mentre lei gli strappava i bottoni della camicia, le mani che vagavano sui suoi muscoli, le unghie che graffiavano leggermente la pelle.
Claudia si inginocchiò, slacciandogli la cintura con gesti lenti, quasi rituali, il cazzo duro che si liberava dai boxer come se implorasse il suo tocco. Lo prese in mano, accarezzandolo, le dita olivastre che contrastavano con la sua durezza. Poi la sua bocca lo avvolse, calda, bagnata, la lingua che danzava sulla punta, assaporandolo con un gemito che vibrava nel suo nucleo. “Cazzo, sì,” ansimò Luca, le mani tra i suoi capelli mossi, il piacere così intenso da soffocare il senso di colpa. Claudia lo succhiava con maestria, alternando movimenti lenti e profondi, la gola che lo accoglieva tutto, il profumo di vaniglia che si mescolava al suo odore muschiato. Luca barcollò, la mente offuscata dalle sue labbra, dal suo calore, l’immagine di Sara che svaniva sotto l’assalto del piacere.
Si spostarono sul letto, Claudia che si spogliava con una lentezza che era una tortura. Il vestito scivolò via, rivelando la pelle olivastra, il seno pieno che si muoveva a ogni respiro, i capezzoli scuri eretti sotto il suo sguardo. La sua fica, depilata e lucida di desiderio, era un invito irresistibile. Luca la toccò, le dita che scivolavano nel suo calore bagnato, i suoi gemiti che riempivano la stanza mentre la esplorava, il profumo di vaniglia che si fondeva con il suo muschio intimo. “Cazzo, sei fradicia,” ringhiò, mentre lei si inarcava, gemendo. “Prendimi, Luca,” sussurrò, tirandolo su di sé. La penetrò, il cazzo che affondava nella sua fica stretta e scivolosa, il ritmo frenetico, i loro corpi che si scontravano, il seno di lei che sobbalzava a ogni spinta. I gemiti di Claudia erano una sinfonia, crescendo con le onde fuori, la pelle olivastra lucida di sudore. Il suo primo orgasmo esplose come un temporale, la fica che si contraeva attorno al suo cazzo, le unghie che gli graffiavano la schiena mentre gridava: “Cazzo, Luca, sì!” L’intensità lo portò al confine, ma si trattenne, desiderando di più.
Claudia, ancora tremante, lo guidò oltre. “Prendimi come vuoi,” mormorò, girandosi e offrendosi. Luca prese una bottiglia di lubrificante al profumo di cocco dal suo zaino, l’aroma tropicale che riempiva l’aria mentre la preparava, le dita gentili ma ferme, circolando sul suo ingresso stretto. Quando la penetrò analmente, la sensazione fu travolgente: il suo calore, la stretta che gli avvolgeva il cazzo come una morsa. Si mosse lentamente all’inizio, poi più veloce, i gemiti di Claudia che si alzavano, il suo corpo che si spingeva contro di lui. Il secondo orgasmo di Claudia crebbe rapido, il suo corpo che tremava mentre si inarcava, il culo che si stringeva attorno al suo cazzo. “Cazzo, sto venendo ancora!” urlò, la voce rauca, la pelle olivastra arrossata sotto la luce fioca. Luca non poté più resistere: il suo orgasmo esplose con una forza che lo fece ruggire, il cazzo che pulsava mentre veniva dentro di lei, il piacere così intenso da lasciarlo stordito, il corpo che tremava mentre collassava contro di lei, il profumo di cocco che si mescolava al loro sudore.
Rimasero sdraiati, ansimanti, la stanza impregnata di vaniglia, cocco e sesso, le onde un lontano brusio. La pelle di Claudia luccicava, il seno che si alzava e abbassava mentre riprendeva fiato. L’euforia di Luca svanì, sostituita da un’ondata di senso di colpa che gli schiacciò il petto. Il viso di Sara gli apparve: il suo sorriso fiducioso, il suo profumo di agrumi, il suo corpo aperto a lui. “Claudia,” disse, la voce spezzata, “Marco sapeva di questo?” Sperava, disperatamente, che l’ignoranza di Marco alleggerisse il suo tradimento, che fosse solo il suo segreto da portare. Claudia si voltò, gli occhi nocciola calmi ma taglienti. “Marco sa tutto,” disse, un lieve sorriso sulle labbra. “Gli ho raccontato ogni dettaglio. Gli ho persino mandato delle foto mentre eravamo al bar, quando ti ho toccato la coscia sotto il tavolo.” Fece una pausa, lasciando che le parole lo colpissero. “Gli piace sapere, Luca. Lo eccita.”
La rivelazione fu come un pugno. Foto. Marco aveva visto la sua mano su di lui, aveva conosciuto ogni momento del loro tradimento. Il senso di colpa, già opprimente, divenne un peso soffocante, artigliandogli il petto. Immaginò Sara che lo scopriva, i suoi occhi azzurri pieni di dolore, la sua fiducia frantumata. “Cazzo,” sussurrò, passandosi una mano tra i capelli, l’odore di sandalo del suo dopobarba ora contaminato dalla vergogna. Claudia gli accarezzò il viso. “Venite alla nostra villetta a Gaeta, con Sara,” disse dolcemente. “Sarà speciale.” Luca annuì, ma la sua mente era una tempesta. Mentre guidava verso casa, il profumo di Claudia che gli restava sulla pelle, il mare che scintillava sotto la luna, si sentì un traditore. Il segreto, condiviso con Marco, era un cappio che si stringeva attorno al suo cuore, e temeva il momento in cui avrebbe strangolato il suo matrimonio.

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